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Dal trionfo al Giro a un Tour da gregario. Così Nibali prepara la corsa all'oro di Rio

Pubblicato: Lunedì, 30 Maggio 2016 11:14
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E adesso Rio. "Sì, è il mio prossimo sogno, il prossimo grande obiettivo della stagione". Vincenzo Nibali sa che il percorso della prova olimpica in linea si adatta perfettamente alle sue caratteristiche: "Ci siamo andati in ricognizione a gennaio e abbiamo visto quanto sia duro". Il percorso brasiliano (256 km) è contrassegnato da due salite di complessivi 9 km, da ripetere tre volte, seguite da discese molto tecniche. Percorso per scalatori quant'altri mai.

Da quando il ciclismo ha aperto ai professionisti (Atlanta '96), l'Italia ha portato a casa l'oro una sola volta, con Paolo Bettini ad Atene nel 2004. Ma su questo percorso sognare, con Nibali, è davvero possibile. "E' stato un Giro fantastico ed io da commissario tecnico sono assolutamente contento perché un Nibali così è quello che mi serve per Rio 2016" ha spiegato il ct azzurro Davide Cassani.

 

Vinto per la seconda volta il Giro, l'avvicinamento del siciliano prevederà un periodo di stacco. Poi si inizierà a pensare al Tour, dove Nibali potrebbe correre, più che da gregario di Fabio Aru, da secondo capitano dell'Astana. Il Tour dovrebbe mettere anche alla prova la convivenza tra i due isolani. Insieme i due non corrono di fatto dal Giro 2013. Lo scorso anno, la coesistenza alla Vuelta durò solo un paio di tappe, fino all'esclusione per traino di Nibali.

La squadra del ct Cassani per i Giochi brasiliani dovrebbe essere messa a punto nei prossimi giorni. Sono cinque i posti a disposizione delle nazionali maggiori. Certi Nibali e Aru, durante il Giro si è imposta la candidatura di Diego Ulissi, due vittorie di tappa: però il livornese non ha dimostrato sulle grandi salite la tenuta attesa dal ct e resta un'incognita. Il ruolo di Ulissi sarà quello della "mezzapunta", adatto a fughe da lontano. Data la scarsa consistenza numerica delle squadre, tenere in mano la corsa si è sempre dimostrato impossibile e all'arrivo, da Atlanta a Londra, si è sempre presentato un gruppetto ristrettissimo, quasi sempre di un paio di corridori. L'ultimo campione olimpico, Vinokourov, battè allo sprint il compagno di fuga Uran, su un percorso che sulla carta era sagomato sulle caratteristiche di Cavendish.

Mancano due posti. Diego Rosa, brillante gregario del "gruppo Aru" in seno all'Astana, ha le caratteristiche giuste, ottimo scalatore, furbo, bravissimo a cogliere le occasioni fornite dalla corsa, una garanzia in caso andasse via un gruppetto nel finale, con i capitani dietro. Michele Scarponi, infine, dopo il fantastico

Giro, è la carta della fatica e del lavoro, un ruolo chiave. Quella brasiliana sarà davvero una corsa apertissima, assai più di un Mondiale, anche perché collocata in un periodo centrale della stagione a differenza della prova iridata (quest'anno in programma addirittura a metà ottobre in Qatar, su un percoso facilissimo). E a Rio ci saranno quasi tutti i migliori scalatori del mondo in gara, compresi i grandi assenti del Giro, Contador, Froome, Quintana.

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